BIG BANG o fine del mondo?

28 ottobre 2011

Oggi inizia il BIG BANG alla Leopolda a Firenze. Non è ancora il 2012 quindi, forse, questo Big Bang non segnerà proprio la fine del mondo visto che quello che ha dato origine a tutto l’Universo c’è già stato.

Di Matteo Renzi si possono pensare tante cose, c'è chi lo odia e chi lo ama, chi lo vorrebbe Presidente del Consiglio e chi, invece, lo vorrebbe far sparire dalla scena politica italiana. Se fosse per molti, non sarebbe diventato neanche Sindaco di Firenze, Sindaco della città più bella del mondo, dopo primarie vere nelle quali non si era neanche presentato come il favorito. Penso che a Firenze abbia portato idee nuove e che sia un politico contemporaneo, sentito dalla gente, dal popolo, come una persona vicina che parla il loro linguaggio ed usa anche le loro battute. Si insomma, una persona capace di ascoltare.

Ma non è questo il compito principale di un esponente politico ad ogni livello? Stare vicino alle persone, stare nella ‘società reale’ e provare a risolverne i problemi trovando le migliori risposte possibili anche se sempre più spesso gli strumenti amministrativi e politici che gli amministratori hanno a disposizione sono insufficienti e inadeguati.

Che lo si ami o lo si odi o più semplicemente come me lo si stimi a Renzi deve essere riconosciuto un gran merito ovvero quello di aver incrinato un ‘totem’ imponedo (e nessuno prima di lui l’aveva fatto con questa forza ed efficacia) la questione del ricambio generazionale di tutta la classe dirigente del paese come un tema di primo piano nell’agenda politica del dibattito interno ed esterno al PD, al Centro Sinistra e all’Italia tutta. Perché diciamoci la verità, se l’Italia oggi non se la ‘passa bene’ qualche responsabilità la classe dirigente (politica, imprenditoriale, finanziaria & co ) che ha guidato il paese in questi ultimi 20 anni forse ce l’ha.. no?

Matteo Renzi ha generato una rottura che non ha precedenti nella storia politica repubblicana ed ha scosso un’Italia stanca, molto stanca e abituata a passaggi di consegne tra i ‘vecchi’ ed i ‘giovani’ molto morbidi ed organizzati. Una rottura che forse era inevitabile ma che, purtroppo, gli ha appiccicato addosso anche un’immagine di ‘rottamatore tout court’, di uno che sembra che più che costruire voglia distruggere, un’immagine che neanche lui, probabilmente, avrebbe voluto, perché l’Italia ed il PD hanno bisogno di un Matteo Renzi costruttore e non rottamatore. Non credo, poi, che questo distacco così marcato dal PD, dal partito, dalla nostra comunità politica di cui anche lui è figlio e di cui anche lui fa parte, alla lunga possa giovargli, perché il PD non è solo D’Alema, Veltroni, Bersani, Franceschini, e tanti altri ‘Big’ (così li chiamano), che hanno dato tanto ma che hanno anche ricevuto tanto e perso parecchio smalto, il PD è una comunità di donne e di uomini (militanti, iscritti, simpatizzanti, elettori) che in questi anni, soprattutto nei territori, è riuscita a formare e far crescere una classe dirigente nuova fornendogli opportunità di guida politica ai vari livelli e di esperienza amministrativa, tanta esperienza amministrativa nei nostri comuni, nelle nostre province e nelle nostre regioni. Questa nuova classe dirigente è pronta a fare la sua parte ed in questa classe dirigente c’è indubbiamente anche Matteo Renzi.

Oggi, come mai prima, per il bene del PD, e anche dell’Italia è fondamentale che inizi un riavvicinamento delle sensibilità, delle personalità e delle idee, c’è troppa disgregazione e soprattutto troppi sono convinti di avere la migliore ricetta in tasca. Oggi è necessario che il PD sia più unito perché ce lo chiedono gli elettori e soprattutto perché ne ha bisogno il paese.

Quindi sono d’accordo con quei 10 Parlamentari del PD Andrea Marcucci , Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Pietro Ichino, Luigi Lusi, Luigi Bobba, Roberto Giachetti, Maria Paola Merloni, Ermete Realacci e Giuseppina Servodio che hanno scritto affinchè il partito non chiuda la porta a Renzi, alla sua energia, alla sua freschezza, ma al contempo penso anche il nostro Matteo dovrebbe avvicinarsi e sentirsi un po’ di più membro di quella comunità di donne e uomini che siamo. Se questo accadrà, ed io ne sono convinto, il PD potrebbe veramente diventare la casa dei riformisti che abbiamo sempre sognato e che molti di noi ancora stanno aspettando con ansia. Se questo accadrà allora sicuramente inizierà una nuova stagione, anzi inizierà 'la nuova stagione'. 

Comunque al di là di tutto Matteo Renzi ad oggi è, secondo me, tra le personalità più originali, in controtendenza e interessanti che vi sono nell’arena politica Italiana e credo che forse in questi tre giorni un salto alla Leopolda potrei anche farcelo, Anche se mi ero ripromesso che l’unica ‘Convention’ alla quale avrei partecipato sarebbe stata la Manifestazione del 5 novembre a Roma. Ma d’altronde se invece del Big Bang fosse la fine del mondo, potremmo perdecela?

Francesco Ruscelli


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